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SISTEMA INFORMATIVO DEL LAVORO E DELLA FORMAZIONE IN SARDEGNA

Il nuovo POR FSE Sardegna 2014-2020

Ammontano a 440milioni di euro (spendibili a partire dal 2015) le risorse finanziarie destinate alla Sardegna per il POR FSE 2014 – 2020, approvato dalla Commissione Europea il 17 dicembre 2014 con Decisione C (2014) n. 10096.

 

Il programma operativo regionale FSE della Sardegna è stato elaborato coerentemente con i regolamenti UE 1303 e 1304 del 2013 e con Europa 2020, la strategia decennale lanciata dalla Commissione Europea il 3 marzo 2012 per superare il momento contingente di crisi economica, colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per uno sviluppo economico più intelligente, sostenibile e solidale.

 

Uscire dalla crisi creando le condizioni per favorire lo sviluppo economico, quindi, è la filosofia sulla quale è stato strutturato il nuovo POR FSE Sardegna, articolato in quattro assi prioritari di intervento: Occupazione, Inclusione sociale e lotta alla povertà, Istruzione e formazione, Capacità istituzionale e amministrativa ai quali si aggiunge l’asse prioritario dedicato all’Assistenza tecnica.

Il primo dei quattro assi, quello del sostegno all’occupazione si configura come il più importante. Per la sua realizzazione, infatti, sono disponibili 170 milioni di euro. L’obiettivo, in continuità con le politiche della Regione orientate al contrasto della crisi in atto, si configura con il rilancio dell’occupazione tenendo conto dei giovani, delle donne e dei disoccupati di lunga durata, attraverso il rafforzamento delle istituzioni che presidiano il mercato del lavoro e con il rafforzamento della creazione di impresa. In Sardegna, infatti, risulta particolarmente critica sia la condizione dei giovani che cercano lavoro (tasso di disoccupazione oltre il 54%) che quella dei cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero dei giovani che non studiano, non risultano inseriti in alcun programma di formazione, non lavorano e hanno interrotto qualsiasi ricerca di lavoro perché ritengono che sia impossibile trovarlo (a questo target si rivolge, fra gli altri interventi, anche il Programma Garanzia Giovani). Da non sottovalutare, inoltre, la disoccupazione di lunga durata: dall’analisi degli iscritti ai Centri Servizi per il Lavoro (condotta alla fine del 2012) emerge che oltre il 78% delle persone in cerca di occupazione in Sardegna lo fa da oltre 24 mesi. Dati che non sono confortanti anche se in linea con la situazione nazionale.

Se quindi da un lato l’obiettivo è l’aumento dell’occupazione, dall’altro risulta necessario ridurre il livello di povertà. Dal peggioramento delle condizioni economiche dei soggetti più vulnerabili scaturiscono spesso problematiche di natura sociale e di emarginazione. La lotta all’esclusione sociale e alla povertà, già prioritaria per l’Italia, risulta quindi strategica anche per la Regione Sardegna, che intende combatterla attraverso la partecipazione dei soggetti più a rischio nel mercato del lavoro. All’inclusione sociale e alla lotta alla povertà è dedicato il secondo dei cinque assi con uno stanziamento pari a 89 milioni di euro.

 

Ma la crisi si combatte soprattutto con investimenti nel capitale umano e quindi nell’istruzione e nella formazione riducendo, ad esempio, l’abbandono scolastico precoce, promuovendo la parità di accesso all’istruzione e migliorando la qualità e l’efficienza dell’istruzione superiore, favorendo il passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro. Questi gli obiettivi dell’asse Istruzione e formazione, per il quale sono previsti oltre 155 milioni di euro, ossia il 35% del totale, poiché le esigenze, sia sul fronte della dispersione scolastica che su quello della promozione dell’istruzione terziaria, appaiono decisamente pressanti per la Sardegna, che presenta situazioni di partenza particolarmente deficitarie.
Le risorse a disposizione del terzo asse saranno utilizzate, da un lato, per aumentare la possibilità di accesso alla formazione permanente (la formazione lungo tutto l’arco della vita) e dall’altro per attuare percorsi formativi di eccellenza all’estero, anche in partenariato con altre istituzioni universitarie italiane e straniere.

 

Per quanto riguarda, infine, la capacità istituzionale e amministrativa, le risorse destinate sono pari a 15 milioni e mezzo di euro. L’ultimo asse si fonda sull’idea che costruire istituzioni efficienti (anche nell’utilizzo delle risorse pubbliche) sia alla base della competitività.  E quest’ultima, del resto, può contribuire al miglioramento del tessuto economico regionale.

 

Per maggiori approfondimenti:


I documenti della Programmazione nel sito della RAS

POR FSE 2014/2020