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Lavoro, Giunta approva il prestito previdenziale per lavoratori a cui mancano nove mesi per la pensione anticipata

Prende forma il Prestito previdenziale della Regione Sardegna: la misura di politica attiva nata per sostenere la condizione di lavoratori over 50 che, nella perdurante crisi economico-finanziaria dell’ultimo settennio, hanno visto interrompersi le loro carriere lavorative (e contributive) poco prima del perfezionamento dei requisiti per la pensione anticipata, grazie a una delibera proposta dall’assessora del Lavoro Virginia Mura e approvata oggi dalla Giunta, diventa operativa.

COME FUNZIONA IL FONDO – La misura consente ai lavoratori, attraverso l’erogazione di un prestito, di colmare il periodo di contribuzione previdenziale mancante (fino al massimo di nove mesi) per il raggiungimento del trattamento pensionistico anticipato. Si rivolge a lavoratori “anziani” che abbiano quasi raggiunto quel traguardo, ma ne siano rimasti esclusi per la perdita del posto di lavoro e, nelle situazioni di maggiore gravità, anche del godimento dell’ammortizzatore sociale. La restituzione del prestito potrà avvenire, da parte del lavoratore beneficiario, in unica soluzione oppure ratealmente, nell’arco di massimo 7 anni, a tasso zero. La gestione del Fondo è affidata a Sfirs, società in house della Regione, in ragione della sua esperienza consolidata nel processo di implementazione degli strumenti di ingegneria finanziaria cofinanziati dai Fondi Strutturali. Il Prestito previdenziale sarà erogato attraverso una procedura a sportello, che renderà possibile per i soggetti l’accesso continuativo e graduale al prestito, nell’ambito di questa prima sperimentazione e sarà accompagnato da misure di supporto e sostegno al reddito – finalizzate sia al reinserimento nel mercato del lavoro, sia in termini di incentivazione di “cittadinanza attiva” – per i beneficiari. L’Avviso pubblico che darà il via alle erogazioni del prestito sarà pubblicato entro il mese di novembre.

LA PLATEA DI POTENZIALI BENEFICIARI – La misura, concepita nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014/2020. Strategia 1 “Investire sulle Persone” – Priorità Lavoro (prevista dalla delibera 31/2 del 17 giugno 2015), era stata originariamente impostata per aiutare lavoratori a cui mancavano fino a 24 mesi per il raggiungimento del trattamento pensionistico. Lo stacco temporale tra la delibera del 2015 e quella odierna è riconducibile all’esigenza di armonizzazione con il quadro normativo nazionale (di cui si attendevano modifiche che non sono intervenute e che oramai non si prevede intervengano). Inoltre è stato necessario un approfondito confronto con l’Inps, in seguito al quale si è deciso di limitare questa prima sperimentazione a 9 mesi al massimo di contribuzione mancante, in armonia con le normative applicate dall’ente previdenziale. Sulla base dei dati forniti da Inps, la misura così configurata del Prestito previdenziale può dare risposte da subito a circa 500 persone residenti sul territorio regionale.

MISURA COMPLEMENTARE ALL’APE – Il Prestito previdenziale è già allineato all’Anticipo pensionistico (Ape) predisposto dal Governo, di cui risulta complementare e che riguarda una platea diversa di lavoratori.

DOTAZIONE FINANZIARIA – Resta invariata la mole di risorse su cui potrà contare la misura: 7,5 milioni di euro. Il Fondo rotativo si rifinanzierà con la restituzione dei prestiti erogati.